Testimonianza di Ettore Dal Dosso

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Bolivia, un’esperienza arricchente

Alla fine di luglio 2015 una telefonata da Trento mi informava che sarei potuto andare in Bolivia come volontario. La partenza era prevista ai primi di novembre e avrei viaggiato con don Angelo Gonzo che si sarebbe fermato sul posto per un intero anno mentre io, con visto turistico, per 3 mesi. All’ arrivo a Cochabamba ci aspettava il signor Marcello che ci ha accompagnati a Casa Guadalupe. Qui don Angelo è di casa ma anche io sono stato accolto benissimo da Hermana (suora) Adalberta e da Hermana Consuelo. Se vi chiedete in cosa potevo essere utile qui ora vi parlo di me dicendovi che ho 63 anni, sono pensionato e che nella mia vita lavorativa facevo l’ agente di commercio, ma da sempre mi piace lavorare con le mani. La mia destinazione finale è stata Mizque, nella Prelatura di Aiquile, dove ho passato la maggior parte del tempo, ma a Casa Guadalupe sono tornato altre volte per fare diversi lavori, ad esempio regolare serramenti che non chiudevano più, piccoli lavori da elettricista, giardinaggio (se vi capiterà di essere da queste parti fate attenzione perché qualsiasi pianta ha delle spine lunghissime ) e infine ho restaurato un tavolo con le panche e il gazebo in legno. E ora veniamo al viaggio per Mizque. La distanza è di 146 Km. da percorrere in autobus ma ci vogliono circa 4 ore. Il percorso si sviluppa sulle Ande e si raggiunge l’ altitudine di 3.300 metri per poi scendere a Mizque che si trova a 2.200 metri. Qui sono rimasto impressionato dall’ altezza ma anche dai dirupi spaventosi. Non esistono protezioni lungo la strada, ma mi son detto: fidati è un viaggio che fanno giornalmente. All’arrivo, nella piazza principale, sono stato accolto da Hermana Angelica, dal Sig. Royer e da una dozzina di ragazze che frequentano la scuola gestita dalle Suore. Qui, per festeggiare una persona, usano far cadere sui capelli del festeggiato dei petali o dei coriandoli mentre ci si stringono le mani e ci si abbraccia ed è stata una piacevole sorpresa. Da li, con una camionetta mi hanno accompagnato a “San Isidro” che è una fattoria dove ero alloggiato durante la mia permanenza a Mizque. Questa cittadina di 5/6 mila abitanti, fu fondata dagli Spagnoli a metà del 1500 e la gente vive quasi esclusivamente di agricoltura. Una delle scuole è gestita dalle Suore “Hnas. Misioneras de Jesus Eterno Sacerdote”. E’ frequentata dalle studentesse della periferia e qui vivono tutto l’anno scolastico ritornando in famiglia durante le vacanze estive. Dal giorno dopo il mio arrivo ho cominciato la mia collaborazione affiancando il Sig. Royer nelle sue attività. Principalmente si lavorava nella fattoria e facevamo i contadini. I lavori potevano essere la potatura delle viti, oppure la semina del mais, di verdure varie e comunque, da qualsiasi parte si guardasse, c’era qualcosa da fare. Anche alla scuola il lavoro non mancava, sia come manutenzione degli spazi esterni, sia nella scuola. Vi assicuro che alla sera ero stanco. Passati i primi 2 mesi ho deciso di visitare la Bolivia con quattro giorni di pausa per fare il turista. Sono partito da Cochabamba verso La Paz viaggiando per dieci ore in autobus a 4.000 metri di altitudine perché volevo vedere il panorama. La Paz è una città di 3 milioni di abitanti che vivono all’interno di una specie di catino di origine vulcanica, dalla quale non vedevo l’ora di uscire a causa dell’ inquinamento. Ho raggiunto il lago Titikaka, sempre a 4.000 metri. Avevo il Perù da un lato e dall’altro la Bolivia. Ho visitato anche “Tiahuanaco” il sito archeologico che comprende anche la Porta del Sol e la piazza della Fertilità. Il ritorno da La Paz a Cochabamba è durato 30 minuti di volo contro le 10 ore autobus ed ero contento e soddisfatto. Penso di ritornare in Bolivia per rinforzare le amicizie che ho fatto. A tutti auguro di fare questo tipo di esperienza perché è molto arricchente. Un abbraccio ai boliviani e a tutti i volontari.

Ettore