settembre 19, 2016

HUARALICA, LIMA, PERU

Nel deserto fiorirà la Speranza

Questo titolo suggestivo è nato quando, di fronte al bisogno di un posto nel quale creare una Comunità terapeutica per giovani che vivono forme di dipendenza (droghe, alcool, gioco, disturbi dell’alimentazione), Mons. Adriano Tomasi, Vescovo ausiliare di di Lima (Perù), riceveva in dono un terreno di 12 ettari nel deserto di Huaralica a 184 km. a Nord di Lima. Nello stesso tempo l’Associazione Comunità Cenacolo manifestava la disponibilità per far diventare realtà il sogno e assumere questa nuova sfida, forte della grande esperienza trentennale in questo campo. L’Associazione, nata più di 30 anni fa a Saluzzo, oggi si è estesa in quasi tutto il mondo con più di 60 comunità. Dal momento stesso che le autorità e l’Associazione Cenacolo hanno visitato il terreno e dato la loro approvazione, si è dato avvio ad un lavoro preliminare intenso per portare l’acqua da un canale di irrigazione fino al terreno (circa 400 metri) e formare un laghetto (riserva). Attraverso l’Associazione Missioni Francescane di Trento, la ditta OB di Orzinuovi (BS) ha fornito un impianto di potabilizzazione per l’acqua pompata dal canale che dalle analisi risulta molto inquinata. L’impianto è stato inviato dall’Italia con container ed è stato installato da tecnici qualificati della OB nel mese di maggio 2016. Successivamente, con la collaborazione di alcuni agricoltori del luogo sono stati messi a dimora arbusti ed alberi lungo tutto il perimetro del terreno con irrigazione a goccia e realizzati i primi esperimenti di semina di differenti ortaggi. La costruzione di alcune casette di legno con servizi di base provvisori e la collocazione di panelli fotovoltaici per l’energia elettrica necessaria, hanno permesso di accogliere dal mese di settembre 2016 prima di tutto i pionieri della Comunità Cenacolo incaricati di questa opera e, successivamente, di aprire le porte per accogliere gli ospiti che sono la ragione di essere di questa Comunità per dare inizio così al progetto di far “nascere la Speranza nel deserto”. Il progetto in questione si realizza in una località chiamata Huaralica, situata a 184 km al Nord di Lima, capitale del Perú, a meno di 10 km dalla principale arteria di comunicazione, la Carretera Panamericana, vicino alla città di Barranca, nella provincia di Huacho. È situata in una zona desertica che divenuta famosa negli ultimi 20 anni perché non lontano si sono scoperti resti archeologici di una Comunità esistente circa 5 mila anni prima di Cristo, chiamata Caral.

IL PALO DELLA PROVVIDENZA (lettera di Mons. Adriano Tomasi).

Il sabato 5 febbraio sono potuto andare a visitare i fratelli della Fraternità del “Señor de los Milagros” della Comunità Cenacolo in quel di Supe, vicino a Caral e il suo deserto.

Già all’avvicinarci si vedono da lontano le casette di legno e gli alberi ed arbusti che Marcano il terreno della Comunità, e veramente sa a miracolo vedere come crescono con acqua e preghiere ciò che i ragazzi vanno seminando nella sabbia. Mi accompagnavano tre amici degli Stati Uniti e quattro ragazzi dell’Università Agraria di Lima che da questo giorno saranno gli amici che aiuteranno nei lavori agricoli en el lavoro con animali domestici. C’erano pure un ingegnere amico, specialista in compost e tutto quello che `trattamento della terra con materiale organico, che aiuterà a convertire la sabbia salnitrosa in terra fertile. C’era con noi come autista il nostro amministratore Raúl, entusiasta collaboratore di quest’opera fin dagli inizi.

L’accoglienza, come sempre, fu molto fraterna ed allegra. Poi, i ragazzi a continuare con il lavoro mentre noi visitavamo i vari luoghi del terreno, pieni di stupore e gioia per quanto si avanza ogni giorno con il lavoro dei ragazzi e la loro preghiera. Ormai le gabbie per i conigli sono finite ed hanno i loro ospiti, come pure quelle dei cuy (porcellini d’India), e dei pulcini, ma soprattutto per un gallo che riafferma il suo dominio con uno strillante chicchirichì. E poi, il lavoro per preparare il porcile e quello dei vivai. Quanto c’è da lavorare! Ma lo fanno con gioia e sudore, mentre i fratelli che sono di servizio si incaricano de preparare il pranzo. Questo è un momento di grande gioia per poter stare tutti assieme ed anche per il buon gelato che ha portato l’amministratore, molto vicino a san Giuseppe e di casa della Provvidenza.

Finito il pranzo, ci sono la lettura del diario e le testimonianze, con espressioni che ci danno da pensare molto. Una la pronunciò un ragazzo che disse più o meno questo: “Stamane quando mi accingevo a fare il mio lavoro e dovevo mettere in un buco profondo il palo di bambú, mi si avvicina un fratello che mi dice: ‘per favore dammi quel palo che ne ho bisogno per terminare il pollaio´. È l’unico che mi resta e ne ho bisogno pure io, ma se ne hai bisogno tu, te lo do perché sono sicuro che la Provvidenza mi aiuterà.” . Gli diede il Benedetto palo di bambú e stava ancora pensando se aveva fatto bene, quando vide molto lontano ancora un camion che veniva alla Comunità. Quando cominciano a scaricarlo, oltre alla terra, al guano e all’humus, ed altre cose c’erano i pali e tutto il legname di un tetto che si era smontato nella grotta di Lourdes in Lima e ci era stato regalato. Il camion era partito da Lima alle 11 della notte arrivando alla Comunità per dare la risposta della Provvidenza al regalo di un palo di bambú. Anche i visitatori diedero la loro testimonianza, ringraziando i ragazzi per il loro esempio di lavoro, gioia e speranza, e tutta l’ammirazione perché con loro di sicuro il deserto fiorirà, come è fiorita nei loro cuori grazie alla Comunità Cenacolo. E i giovani volontari dell’Università Agraria si chiamano fortunati di conoscere quest’opera e questi nuovi amici, assicurando che con loro daranno tutto quello che hanno imparato e imparano. Impressionò anche la testimonianza di uno che ricordava che le prime domeniche che andarono alla Messa nella cittadina vicina, lo invitarono a presentarsi e dare la loro testimonianza con queste parole: “Ascoltiamo ora la testimonianza di uno dei drogati del deserto”… Questo mi scosse diceva il ragazzo, però dopo mi dissi. “Si, questi siamo noi”. Per ultimo parlò un agricoltore di molta esperienza che quel giorno aveva loro insegnato a costruire le aiuole nella sabbia, per riempire una membrana plastica di terra fertile e humus, per piantarvi ortaggi e piante di radici corte, per poi coprire con una maglia per difendere le pianticelle dal sole che quest’estate è micidiale, e poi irrigare e pregare, perché la terra è nobile e il buon Dio il miglior contadino.

COME AIUTARE

Per contribuire a questo progetto si può inviare un bonifico indicando nella causale “HUARALICA”

IBAN:     IT57 R 08304 01846 000046361808

Associazione Missioni Francescane Trento Onlus, Cassa Rurale di Trento.