STATUTO

STATUTO DELL’ASSOCIAZIONE
MISSIONI FRANCESCANE TRENTO ONLUS
CON SEDE IN TRENTO

ART. 1 COSTITUZIONE E DENOMINAZIONE

É costituita un’associazione denominata ASSOCIAZIONE MISSIONI FRANCESCANE TRENTO – ORGANIZZAZIONE NON LUCRATIVA DI UTILITA’ SOCIALE, in sigla ONLUS, con sede legale in Trento, Belvedere S. Francesco 1.

L’associazione è nata per volontà e collaborazione tra i religiosi francescani e un gruppo di laici della Provincia di Trento.

ART. 2 SCOPO E DURATA

L’associazione non ha scopo di lucro e provvede all’esclusivo perseguimento di finalità di solidarietà sociale.

Essa opera nei settori di cui ai punti 1, 2 e 3 dell’art 10, comma 1 del D. Leg. vo 4.12.1997 N. 460 ed in particolare, si propone di promuovere e di realizzare attività di volontariato volto al sostegno delle iniziative missionarie. Suo scopo precipuo è quello di aiutare le popolazioni del terzo mondo ed in particolare della Bolivia, dove opera una sede missionaria con la determinante presenza di religiosi e laici trentini.

Si fa divieto pertanto all’associazione di svolgere attività in settori diversi da quello indicati se non direttamente connessi a quelli istituzionali.

Il raggiungimento dello scopo sociale sarà conseguito sia con la raccolta di fondi finalizzati all’esecuzione di opere materiali, sia con la diretta disponibilità di messi e di uomini a favore delle missioni, sia infine con la diffusione in Trentino di informazioni e notizie sulla situazione dei missionari al fine di sensibilizzare la comunità locale sulle difficoltà e sui progetti di aiuto e collaborazione. L’associazione ha durata illimitata, fatto salvo quanto disposto dall’art. 27 del Codice Civile.

ART. 3 ASSOCIATI

L’adesione all’associazione è aperta a tutti i cittadini italiani e stranieri ovunque residenti, che vogliono operare secondo lo scopo del presente statuto. L’adesione all’associazione è a tempo determinato e non può essere disposta per un periodo temporaneo, fermo restando in ongi caso la perdita della qualità di associato nei casi previsti al successivo art. 4.

L’eventuale iscrizione volontaria ad associato è subordinata al versamento della quota annuale stabilita dell’assemblea.

Ogni associato ha diritto di voto, nonché i diritti che gli sono attribuiti dal presente statuto ed il dovere di contribuire al buon andamento dell’associazione, uniformandosi alle deliberazioni degli organi sociali ed eventualmente rendendosi disponibile, se chiamato, ad accettare le cariche e a cooperare con i medesimi per il conseguimento degli scopi umanitari.

ART. 4 DECADENZA DA ASSOCIATO

L a qualità di associato di perde per decesso, dimissioni, scioglimento dell’associazione, per morosità o indegnità: la morosità viene dichiarata dal consiglio direttivo, l’indegnità viene sancita dall’assemblea dagli associati.

Gli associati receduti, esclusi per morosità o indegnità non possono vantare alcun diritto al rimborso delle quote associative da essi effettivamente versate.

ART. 5 PATRIMONIO

I mezzi finanziari sono costituiti dalle quote associative determinate dall’assemblea degli associati, dalle elargizioni dei simpatizzanti e dei sostenitori, dai contributi di enti sia pubblici che privati, di privati e di assicurazioni, da lasciti e donazioni e da ogni altro introito destinato a realizzare opere umanitarie.

Esso non può essere distribuito neppure in modo indiretto tra gli associati, così come non possono essere distribuiti neppure in modo indiretto tra i medesimi, gli utili, gli avanzi di gestione, dovendo questi ultimi essere impiegati solo per le attività istituzionali dell’associazione o per quelle ad esse direttamente connesse, nonché i fondi, le riserve o i capitali dell’associazione, a meno che la destinazione o la distribuzione non siano imposte per legge o siano effettuate a favore di altre ONLUS che per legge, statuto o regolamento fanno parte della medesima ed unitaria struttura.

ART. 6 ESERCIZI FINANZIARIO

L’anno sociale e gli esercizi finanziari iniziano il primo gennaio o terminano il trentuno dicembre di ogni anno.

Per ogni esercizio è predisposto un bilancio preventivo ed un bilancio consuntivo. Entro il mese di febbraio di ogni anno il consiglio direttivo è convocato per la predisposizione del bilancio consuntivo dell’esercizio precedente ed entro il mese di settembre di ogni anno esso è convocato per la predisposizione del bilancio preventivo, da sottoporre entrambi all’approvazione dell’assemblea.

ART. 7 ORGANI

Sono organi dell’associazione:

    • l’assemblea degli associati;
    • Il consiglio direttivo;
  • Il collegio dei revisori dei conti.

ART. 8 ATTRIBUZIONI DELL’ASSEMBLEA DEGLI ASSOCIATI

L’assemblea generale degli associati è il massimo organo deliberativo dell’associazione ed è convocata in sessioni ordinarie e straordinarie.

Spetta all’assemblea ordinaria: eleggere gli organismi sociali; deliberare sul bilancio consuntivo predisposto dal consiglio direttivo; decidere le linee programmatiche dell’associazione; stabilire la quota sociale; eleggere i revisori dei conti; apportare modifiche allo statuto sociale; decidere sullo scioglimento dell’associazione.

ART. 9 FUNZIONAMENTO DELL’ASSEMBLEA DEGLI ASSOCIATI

La convocazione dell’assemblea oltre che dal consiglio direttivo, potrà essere richiesta dalla metà più uno degli associati effettivi, che potranno proporre l’ordine del giorno. In tal caso la stessa dovrà essere convocata entro tenta giorni dal ricevimento della richiesta. La convocazione dell’assemblea deve avvenire con apposito avviso inviato personalmente a tutti gli associati, almeno otto giorni liberi prima del giorno convenuto, contenente l’ordine del giorno.

Le riunioni dell’assemblea sono presiedute dal presidente dell’associazione, che all’inizio della seduta proporrà la nomina di un segretario e di due scrutatori.

L’assemblea è validamente costituita in prima convocazione con la presenza della maggioranza degli associati aventi diritto di voto.

In seconda convocazione l’assemblea è validamente costituita, trascorsa almeno un’ora dalla prima, con qualsiasi numero dei presenti.

ART. 10 COMPOSIZIONE DEL CONSIGLIO DIRETTIVO

Il consiglio direttivo è composto da un massimo di nove membri eletti dall’assemblea.

Il consiglio dura in carica tre anni ed i suoi membri sono rieleggibili. Eventuali surroghe per i membri elettivi avvengono secondo l’ordine dei voti ottenuti in sede di elezione assembleare. Il consiglio direttivo ha facoltà di avvalersi della presenza senza diritto di voto, di persone competenti in grado di contribuire alla maggior funzionalità dell’associazione.

ART. 11 ATTRIBUZIONE DEL CONSIGLIO DIRETTIVO

Spetta al consiglio direttivo: eleggere il presidente, il vice presidente ed il segretario-tesoriere, che partecipa alle sedute del consiglio direttivo senza diritto di voto (quando non faccia parte del consiglio direttivo); accettare gli associati e fissare i termini per il versamento della quota associativa e fissare i termini per il versamento della quota sociale; attuare le deliberazioni dell’assemblea per consentire; redigere il bilancio preventivo e consuntivo da proporre all’assemblea e curare gli affari di ordinaria amministrazione.

ART. 12 FUNZIONAMENTO DEL CONSIGLIO DIRETTIVO

Le riunioni del consiglio direttivo si tengono di norma a scadenza bimestrale e ogni qualvolta il presidente ne ravvisi la necessità. La seduta è valida quando è presente almeno la maggioranza dei componenti il consiglio. Le deliberazioni si prendono a maggioranza. In caso di parità prevale il voto del presidente.

ART. 13 ASSENZE E DIMISSIONI

L’assenza ingiustificata e continuata per tre sedute determina la decadenza da consigliere.

In caso di dimissioni dell’intero consiglio direttivo, spetta al presidente convocare l’assemblea degli associati, cui compete il dovere di accettare o respingere le dimissioni e procedere eventualmente al rinnovo del consiglio direttivo.

ART. 14 ATTRIBUZIONI DEL PRESIDENTE

Il presidente è il rappresentante legale dell’associazione e ne ha la firma sociale. Spetta al presidente: convocare e presiedere l’assemblea ed il consiglio direttivo ed attuarne le decisioni; curare e dirigere l’attività sociale, coordinando l’esercizio delle funzioni dei singoli organi; tenere rapporti con autorità, enti pubblici e con terzi; rappresentare legalmente l’associazione di fronte ed in giudizio.

Il vicepresidente sostituisce il presidente in caso di sua assenza o impedimento ed in quelle mansioni nelle quali viene espressamente delegato dal presidente.

ART. 15 ATTRIBUZIONI DEL SEGRETARIO TESORIERE

Il segretario-tesoriere cura l’attività amministrativa dell’associazione e ne risponde al presidente ed al consiglio direttivo. Redige i verbali delle riunioni del consiglio direttivo, attende alla corrispondenza e come tesoriere cura l’amministrazione contabile dell’associazione.

ART.  16 COLLEGIO DEI REVISORI

Il collegio dei revisori è composto da due membri effettivi e da uno supplementare, eletti dall’assemblea dei soci. Il collegio dura in carica per un periodo di tre anni.

I revisori dei conti vengono informati e quindi possono assistere senza diritto di voto alle riunioni del consiglio direttivo, vigiliamo sull’amministrazione dell’associazione, esaminano ed approvano, sottoscrivendolo, il rendiconto annuale e lo stato patrimoniale da presentare all’assemblea degli associati.

ART.  17 CONTROVERSIE

Eventuali controversie statuarie tra gli associati verranno insindacabilmente definite dal consiglio direttivo; quelle tra soci e consiglio direttivo saranno sottoposte a giudizio dell’assemblea generale degli associati.

Tutte le eventuali controversie tra associati e tra questi e l’associazione o i suoi organi saranno sottoposte, in tutti i casi non vietati dalla legge e con l’esclusione di ogni altra giurisdizione, alla competenza di un collegio di probiviri da nominarsi dall’assemblea; essi giudicheranno ex bono et aequo senza formalità di procedura.

ART. 18 ESTINZIONE O SCIOGLIMENTO

L’estinzione o lo scioglimento dell’associazione per qualunque causa è deliberato dall’assemblea, la quale provvederà alla nomina di uno o più liquidatori, con l’obbligo di devolvere il relativo patrimonio ad altre organizzazioni non lucrative di utilità sociale o a fini di pubblica utilità; sentito l’organismo di controllo di cui all’art. 3, comma 190, della legge 23 dicembre 1996 N. 662, salvo diversa destinazione imposta dalla legge.

ART.  19  Per quanto non stabilito dal presente statuto, si rinvia alle norme del Codice civile ed alle disposizioni di Legge in materia.

F.TO ROSSI MARIANO

(L.S.) F.TO FRANCO MARCHESONI NOTAIO