Nel deserto fiorirà la speranza

Nel deserto fiorirà la speranza

Comunità Cenacolo a Huaralica

Questo titolo suggestivo è nato quando, di fronte alle ricerche da parte di Mons. Adriano Tomasi Pachi, Vescovo ausiliare di Lima in Perù, per avere un terreno nel quale creare una Comunità terapeutica per giovani con problemi di dipendenza da droga, alcool o altre malattie dei nostri tempi, una famiglia della comunità cino-peurana donò un terreno di 12 ettari nel deserto di Huaralica a 200 km a Nord di Lima, mentre gli amici della Associazione Religiosa “Comunità Cenacolo”, che da più di 10 anni sono presenti a Lima con due case dove accolgono bambini in stato di abbandono, disabili e ragazzi di strada, manifestavano la loro disponibilità per far diventare realtà il sogno di Mons. Tomasi e assumere questa nuova sfida, forti della loro grande esperienza in questo campo che è il Carisma per il quale Madre Elvira Petrozzi fondò la loro Associazione più di 30 anni or sono a Saluzzo. L’Associazione Cenacolo oggi è estesa in quasi tutto il mondo con più di 60 case-comunità.

Si trattava di qualcosa di grande e nuovo: trasformare questo terreno sabbioso in un luogo di incontro per giovani disagiati e di lavoro produttivo per aiutarli a guarire e rigenerarsi alla vita. Nel momento in cui i responsabili e i pionieri della Comunità Cenacolo hanno visto quel pezzo di deserto, hanno dato la loro approvazione manifestando fiducia nel progetto pur riconoscendo le difficoltà che questo avrebbe comportato. La notevole distanza dai centri abitati, la mancanza di servizi di base quali acquedotto, fognature, energia elettrica non hanno fermato il sogno di Mons. Tomasi e della Comunità Cenacolo. E’ cominciato così un lavoro preliminare intenso per portare l’acqua da un canale di irrigazione fino al terreno (circa 400 metri) e formare un laghetto come riserva. Contemporaneamente la Provvidenza ha dato il suo assenso quando, per mezzo dell’Associazione Missioni Francescane di Trento, la azienda OB di Orzinuovi (BS) ha donato un impianto per rendere potabile l’acqua e l’ing. Elena Bonadei con il tecnico Simone sono andati in Perù per attivare l’impianto, arrivato dall’Italia con un container grazie alla collaborazione di Caritas del Perù. Così, ben presto, con il lavoro di alcuni agricoltori del luogo si è cominciato il lavoro per mettere a dimora piantare e arbusti lungo tutto il perimetro del terreno predisponendo l’irrigazione a goccia anche per poter realizzare i primi esperimenti di semina di differenti ortaggi che subito hanno portato frutto.

Con la costruzione di alcune casette di legno preparate per ospitare i primi membri della Comunità Cenacolo, con dei servizi di base provvisori necessari per la convivenza permanente e la collocazione di panelli fotovoltaici per l’energia elettrica minima necessaria, nel mese di ottobre è stato possibile accogliere prima di tutto i pionieri della Comunità Cenacolo incaricati di questa opera ed ora di aprire le porte per accogliere i primi ospiti, che sono la ragione di essere di questa Comunità e dare inizio così al progetto di far nascere la Speranza nel deserto. Si prevede di poter accogliere gradualmente fino a ottanta giovani.

Gli obbiettivi di questo progetto sono due, uno tecnico e uno umano, entrambi importanti e inseparabili:

1. Rendere produttivo il terreno desertico ricevuto in dono, mediante il lavoro dei giovani formatori e degli ospiti in cura. Si tratterà di un lavoro impegnativo per integrare nel terreno sabbioso gli elementi necessari, esclusivamente di origine biologica, per la coltivazione di ortaggi e frutta.

2. Rendere auto sostenibile la Comunità attraverso la produzione agricola e l’allevamento di animali da cortile.

Il lavoro manuale e la preghiera sono i due ingredienti fondamentali attraverso i quali la Comunità Cenacolo accompagna i giovani ospiti nel percorso di recupero e di rinascita.

Il Progetto “Nel deserto fiorirà la Speranza” è sostenuto da Associazione Missioni Francescane Trento onlus in collaborazione con l’Associazione Gruppo Missionario di S. Donà e la Sezione SAT di Cognola. La Provincia Autonoma di Trento ha approvato il progetto stanziando un finanziamento attraverso il Servizio Attività Internazionali.

A fine ottobre Donatella, Serena e Antonella, rispettivamente cognate e nipote di Mons. Adriano Tomasi, hanno avuto la possibilità di visitare la Comunità Cenacolo nella nuova sede del deserto di Huaralica. Hanno potuto constatare il grande lavoro realizzato fin ora, ma soprattutto il grande entusiasmo e la gioia di lavorare insieme dei primi giovani della Comunità dedicata al Segñor de los Milagros. In un ambiente desertico, dove per chilometri e chilometri non c’è nessuna possibilità di distrazione o di tentazione, senza televisione, internet, cellulari, dove le giornate sono scandite dal lavoro e dalla preghiera, questi giovani riconoscono che tutto è dono e che loro stessi possono essere promotori di cambiamento. Trasformare il deserto in terra fertile è la metafora della vita, non solo per i giovani della comunità Cenacolo, ma per tutti noi.

Comunità Cenacolo:

Il 16 luglio 1983, giorno in cui la Chiesa fa memoria della Madonna del Carmine, in una casa diroccata e abbandonata messa a disposizione dal Comune sulla collina di Saluzzo (CN), una cittadina in provincia di Cuneo (Piemonte), suor Elvira Petrozzi, conosciuta oggi come Madre Elvira, dà inizio alla Comunità Cenacolo. E’ una risposta della tenerezza di Dio all’urlo di disperazione di tanti giovani smarriti, ingannati e delusi, che cercano la gioia di vivere e il vero senso dell’esistenza nelle false luci del mondo.
Nasce un luogo di accoglienza, di amore e di servizio alla vita che negli anni è divenuto fonte di speranza e di risurrezione per tante persone perse nel mondo delle tenebre, tristi, emarginate, disperate, drogate.

Madre Elvira inizia pensando di aprire una casa, ma come sempre i progetti del cuore di Dio si rivelano più ampi di quelli degli uomini: i giovani giungono da ogni parte chiedendo di essere accolti per risorgere a vita nuova, e così le case della Comunità Cenacolo, chiamate fraternità, negli anni si moltiplicano prima in Italia, quindi in Europa e poi in altre terre.
Attualmente sono 61, presenti in 18 paesi del mondo (Italia 21 fraternità; Austria 1; Bosnia Erzegovina 2; Croazia 8; Francia 4; Inghilterra 1; Irlanda 1; Polonia 3; Portogallo 1; Slovenia 1; Slovacchia 1; Spagna 2; Stati Uniti 4; Argentina 2; Brasile 5; Messico 1; Perù 2; Africa-Liberia 1).

Nelle fraternità dell’Europa e del Nord America sono accolte migliaia di persone, tra le quali molti giovani, spesso con alle spalle un profondo disagio esistenziale ma con nel cuore il desiderio di ritrovare la vita vera attraverso il cammino comunitario.
In America Latina la Comunità, oltre ad alcune comunità per i giovani disagiati, sono nate diverse missioni per l’accoglienza dei bambini di strada orfani e abbandonati.
In Africa è nata da qualche anno la nostra prima missione per bambini orfani in Liberia.
Nei luoghi dove la mano della Divina Provvidenza ci guida desideriamo essere una piccola ma significativa luce nel mondo delle tenebre, una speranza che rinasce, una testimonianza vivente che la morte non ha l’ultima parola.

maggiori informazioni sul sito www.comunitacenacolo.it

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