aprile 30, 2017

SENEGAL

LA NUOVA MISSIONE IN SENEGAL

Una nuova presenza

La nuova fraternità dei Frati minori si è installata alle porte della capitale Dakar (Senegal), nella cittadina di Rufisque, il 2 ottobre 2015. Qui erano arrivati i primi missionari francescani nel XV secolo, provenienti dal Portogallo e dalla Spagna. L’ultima presenza fu quella dei Frati minori cappuccini, che però lasciarono il Senegal nel 1644. Da allora il carisma di san Francesco d’Assisi è restato assente in questo Paese che invece ha sviluppato molto la presenza dell’Islam.

La Fraternità – che ha preso il nome “La Porziuncola” – è quindi una “fondazione” della Custodia san Francesco d’Assisi in Guinea Bissau, composta da cinque frati di tre Paesi diversi (Guinea Bissau, Congo-RDC e Italia), che rappresenta una nuova presenza dei Frati minori e del loro carisma, in un territorio dove erano assenti, e sostenendo una Chiesa locale ancora fragile.

Contesto

La stragrande maggioranza della popolazione è musulmana, anche se qui l’Islam ha una forma diversa da quella araba. Il primo Presidente del Senegal libero e indipendente è stato il cattolico Senghor, fine politico e apprezzato scrittore, il quale ha voluto uno Stato laico e tollerante di ogni tipo di religione. Così, a tutt’oggi, il Senegal si caratterizza per il rispetto della religione dell’altro, tanto che nella stessa famiglia vi è non di rado un membro musulmano e un altro cattolico. Anche le famiglie dei Presidenti sino ad oggi sono di religione mista. E quando i musulmani celebrano una loro festa, condividono il pasto con i cristiani, e quando i cristiani celebrano la loro festa, come il Natale, condividono con i vicini musulmani il pasto festivo.

Attività

La nuova fraternità francescana si trova a vivere in questo contesto, e si è posta al servizio della Chiesa locale che conta, nella regione della Capitale, circa il l’11 % della popolazione. Il primo anno i Frati minori non hanno una parrocchia, ma sono a disposizione dell’Arcivescovo, Mons. Benjamin Ndiaye, il quale chiede loro di svolgere un lavoro di animazione spirituale, di formazione a vari livelli e per varie categorie di persone. A questo scopo, la Fraternità intende sviluppare – con il pieno consenso dell’Arcivescovo – un centro di spiritualità francescana.

Con una riparazione e un completamento non molto costosi della struttura messa a disposizione dalla diocesi a Rufisque, i Frati trovano un luogo dove insediarsi e accogliere gruppi, anche numerosi, per le giornate di formazione. Nello stesso tempo essi sono disponibili ovunque chiamati per la formazione dei cristiani e per proporre i valori francescani della vita evangelica, della solidarietà e del dialogo, della pace e del rispetto della natura e della “casa comune” (vedi l’Enciclica “Laudato sii” di papa Francesco).

Presi quindi i primi contatti, si sono conosciute alcune parrocchie che hanno chiesto un servizio particolare, e sono state completate le formalità essenziali per poter vivere e servire in Senegal. Aperti alle esigenze della chiesa locale la Fraternità ha accolto, nel suo secondo anno di vita, la richiesta dell’arcivescovo di prendere in carico un’unità pastorale (Bambilor Sangalkan e Kunun). Comincia pure l’interessamento della gente alla nostra vita e alla spiritualità francescana e di conseguenza, all’inizio di questo secondo anno, dei percorsi formativi. Il futuro è aperto a tutte le possibilità, alle “sorprese” del Signore che probabilmente non mancheranno.

Fra Ivan: Il mio arrivo

Il 31 ottobre partendo da Bologna sono arrivato a Dakar. Se penso alla mia permanenza nella nuova fraternità, in questi primi due mesi mi sembra caratterizzata da tre cose: “la confusione”; “i lavori vari”; e “l’umiltà”.

La confusione riguarda il cambiamento di lingua dall’italiano al francese. Spesso, ma soprattutto all’inizio, capisco o dico una parola per un’altra (es: se uno dice verde, verme, vetro, verso, o bicchiere, si scrive sì diverso, ma si pronuncia sempre “ver” e cos’è devi capirlo dal contesto!), oppure partendo dall’italiano dico parole che non esistono, o ancora a leggere i salmi vado “in tilt” per la pronuncia che esige di tagliare o storpiare la parola (es: nouveau si legge nuvo). Ora però comincio a cavarmela e partire dal 9 gennaio farò un corso intensivo di tre settimane.

I lavori vari riguardano invece tutte le cose che ci sono da fare in questo nuovo convento, ex-albergo. La struttura è formata da una casa principale a un piano con una cucina, un refettorio e due stanze, con a fianco un salone per le conferenze ed una sala più piccola. Poi ci sono 11 casette (4m x 4m), delle quali 4 sono state ristrutturate (3 per i frati e una come cappella) e una è diventata il pollaio, ed un’altra casetta più grande formata da 4 stanze per gli ospiti. In fondo l’orto. Ho dunque fatto da operaio tutto-fare, dal manovale all’elettricista; dal giardiniere al cuoco (a proposito: provate a fare il pesto con gli anacardi, è ottimo); ho visionato il progetto della chiesa e quello dell’impianto fotovoltaico (grazie alle indicazioni di mio fratello), un po’ di falegnameria con i pochi attrezzi a disposizione, riparazioni varie, e tutto quel che capita… Per l’iconografia vedremo più avanti.

Infine l’umiltà come atteggiamento. Qui funziona tutto in modo diverso, o meglio come può funzionare. Bisogna imparare molte cose, un’altro modo di fare e di vivere, ed avere pazienza. Certamente posso dare un certo contributo per crescere, con ciò che so, e so fare o per come lo so fare, ma non posso pretendere di cambiare la testa agli altri o che le cose seguano l’asburgico modo di pensare del Trentino. A volte è un po’ difficile vivere questo atteggiamento, ma credo che bisogna accogliere l’altro nella sua diversità ed insieme accettare di essere diversi. In pratica devo inserirmi in questa nuova famiglia senegalese pur restando un “tubab” (i bianchi vengono chiamati così: orecchie rosse) “noneso”. Infine umiltà vuol dire affidarsi alla fraternità che Dio ti dona ed ancor più a Lui. È lui infatti Colui che ci ha chiamati in quest’avventura e, come il Bel Pastore che conduce le sue pecore, saprà guidarci e custodirci.

Fra Ivan (con l’aiuto di fra Vincenzo Brocanelli)

fraternità dellla porziuncola

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Cassa Rurale di Trento

IT 57 R 08304 01846 000046361808