Debora in Burundi

DEBORA IN BURUNDI

TESTIMONIANZA DI UNA SPLENDIDA ESPERIENZA

Amici carissimi,
è con grande gioia che ancora una volta mi servo di queste poche righe per salutarvi e insieme condividere alcuni momenti della mia esperienza africana. Come ogni anno, da ormai sette anni, lo scorso gennaio mi sono recata nella nostra missione di Kayongozi in Burundi. E’ un appuntamento al quale ormai non posso mancare, per lo meno fino a quando la vita mi metterà nella condizione di farlo. Sin dalla prima volta ho vissuto questo momento come un grande privilegio, un grande dono del Signore.
Sono davvero tortuose le strade delle quali nostro Signore si serve per farci arrivare là, dove Lui vuole. Spesso sono quelle della sofferenza, della lacerazione, del sentire che c’è una pagina tutta bianca da scrivere, in modo differente dalle precedenti. Ogni volta che vado mi domando: perché ci devono essere uomini, donne e bambini che vivono in queste condizioni? Perché io devo avere una quantità infinita di cose più di loro? Ma di fronte a questo nulla assoluto si vedono volti e occhi che sorridono, con l’ingenuità del bambino, ad una vita fatta di sole esigenze primarie, spesso impossibili da realizzarsi. La vera domanda è: “ Siamo noi i poveri o sono loro?” Noi con l’orgoglio di una grande storia alle spalle e di una cultura che ci fa sentire grandi, saccenti, ma vittime dei nostri perché, della frenesia di un quotidiano dal quale non sappiamo fuggire. Là il tempo scorre con i ritmi della natura e nulla li scalfisce. Nemmeno noi con l’incontrollabile desiderio di velocizzarli, di farli camminare al nostro passo. Quest’anno per la prima volta mi sono recata di capanna in capanna a visitare i bambini da voi adottati, proprio nelle loro case. E’ stato come entrare nel cuore di una persona, nel vivo della sua intimità. Eccomi arrivare da privilegiata con la jeep della missione, immergermi nei bananeti ed all’improvviso scorgere una piccola casa con il tetto in paglia e le pareti di fango. Ad accoglierti volti smarriti, quasi spaventati. In te la sensazione di essere ciò che assolutamente non sei e non vuoi sembrare, una persona importante che è li per fare visita al loro bambino, alla loro casa. Difficile far loro comprendere che il mio intento è
quello di meglio capire le loro condizioni, i loro bisogni, per poi poterli aiutare.
Vinco lo sforzo fisico di entrare nella loro casa, per quello che è, per quella miseria, unita all’assoluta sporcizia, per noi istintivo deterrente, del quale siamo vittime. Mi accorgo così che quel mondo è un grande misuratore di noi stessi, della nostra capacità di vivere con il nulla,del tirare fuori l’amore che è dentro di noi, con la spontaneità di un bambino, senza filtri e difese. E’ come trovarsi in pieno deserto e sapere di avere con noi acqua in abbondanza. Come non distribuirla a piene mani, con la grande sorpresa che più acqua distribuisci e più la tua scorta aumenta. Questo è il grande mistero del dare agli altri, di cui il vangelo ci parla quotidianamente. Ma cogliendolo in forma astratta e teorica, non siamo capaci di capirne
la grandezza. Quest’anno durante le giornate missionarie svolte qui in Italia, mi è capitato spesso di parlare dei lebbrosi e della mia esperienza tra di loro. Una signora alla fine della Messa, mi ha avvicinata dicendomi che era stata molto colpita dalle mie parole, ma ha soggiunto: “Si ricordi, noi la lebbra l’abbiamo nell’anima”. E’ proprio così. Ecco la nostra vera povertà, fatta di solitudine, di individualismo, di ripiegamento verso noi stessi. Apriamoci agli altri, in qualunque forma e modalità, perché solo così anche nei momenti più bui possiamo vedere la luce.

Chi è Debora:

consulente finanziario, giovane originaria di La Spezia. Nel 2005 ha chiesto ai frati francescani di poter fare una esperienza in missione in Burundi presso il Villaggio S. Francesco. Con un gruppo di altri giovani si è recata per un mese a servizio degli orfani del Villaggio dove ha iniziato un progetto di igiene e di formazione delle ragazze incaricate dell’assistenza dei bambini. E’ iniziata così una proficua collaborazione con il Centro Missionario che continua ancora oggi.

Debora villaggio

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